Traditori dell’Occidente: l’Italia e gli Stati Uniti sostenitori del massacro, tra silenzi e complicità
di Andrea Palmieri
Mentre Gaza soffoca sotto fame e bombardamenti, il mondo diplomatico occidentale si divide tra chi osa parlare e chi invece copre il proprio silenzio con parole vuote. Spagna e Paesi Bassi emergono come rare voci coerenti; Italia e Stati Uniti, sotto Trump, restano complici del conflitto dietro una cortina di retorica ipocrita.
Paesi Bassi: il rifiuto morale
Il 29 luglio 2025, il governo olandese ha dichiarato persona non grata i ministri israeliani Itamar Ben‑Gvir e Bezalel Smotrich. Li accusa di sostenere la violenza dei coloni e la cosiddetta “pulizia etnica”. L’Olanda ha convocato l’ambasciatore israeliano e minaccia la sospensione di Israele da programmi europei come Horizon Europe, facendo un passo concreto che la maggioranza dell’UE non sembra voler fare.
Spagna: azione umanitaria e rottura simbolica
Il premier Pedro Sánchez ha definito gli eventi a Gaza “il più grande genocidio del secolo”. La Spagna ha ordinato lo svolgimento di cause internazionali contro Israele, ha annunciato l’invio di migliaia di chili di aiuti alimentari, sganciati con paracadute dalla Giordania (circa 12 tonnellate), colpendo la carestia come priorità diplomatica. L’operazione passerà probabilmente nel cielo controllato da Israele, una scelta politica deliberatamente provocatoria che espone Madrid a tensioni significative, ma afferma con chiarezza la linea etica. Inoltre, il governo spagnolo ha approvato una proposta per un embargo alle armi, carburanti ed equipaggiamenti destinati a Israele, bloccando anche il transito su navi o aerei militari. In Europa, resta l’unico grande paese a rifiutare il target militare NATO del 5 % del PIL.
Trump e la derisione: l’America che sostiene la guerra
Il presidente Donald Trump ha liquidato il riconoscimento annunciato da Macron definendolo “senza peso” e “non importa”, sostenendo che Macron alimenterebbe la “propaganda di Hamas”. La segreteria di Stato ha bollato il gesto come “diplomazia da salotto”, respingendo qualsiasi azione simbolica. Trump, nel frattempo, continua a fornire armi a Israele senza condizioni, offrendo dichiarazioni vuote sul passaggio di cibo ai civili, ma nessuna reale pressione diplomatico-tattica.
Italia: fingi di rompere, costruisci la cooperazione
In Italia, il ministro Tajani e la premier Meloni parlano di sospensione della cooperazione militare con Israele. Ma la realtà parla attraverso una e-mail del 1° luglio 2025 del Ministero della Difesa, indirizzata alle aziende aderenti all’AIAD (aerospazio e difesa). Documento che conferma incontri già previsti con rappresentanti militari israeliani per definire nuovi accordi bilaterali e commerciali. Le opposizioni denunciano che il Memorandum d’intesa del 2005 continua ad operare nell’ombra, senza ratifica parlamentare e con segretezza blindata. Nel silenzio di Roma, Matteo Salvini riceve il premio filoisraeliano “Amico d’Israele”, mentre le parole ufficiali negano connessioni che i fatti confermano.

⚠️ Rischi e conseguenze dell’azione spagnola
Il passaggio di aiuti dalla Spagna attraverso lo spazio aereo israeliano, potenzialmente senza autorizzazione ufficiale, rappresenta una sfida diplomatica frontale. Israele potrebbe opporre resistenza, bloccando o ritardando le operazioni, ed espone Madrid a ritorsioni politiche o economiche. D’altro canto, il gesto dimostra coraggio e costringe l’Occidente a scegliere: stare con i diritti umani o continuare a finanziarne la distruzione.
Il video che inchioda: violenza impunita
Il 28 luglio, Yinon Levi, colono già sanzionato dall’UE e dagli USA, ha sparato e ucciso l’attivista Odeh Hadalin nella Cisgiordania di Masafer Yatta. La scena è ripresa da telecamere amatoriali: un crimine compiuto in pieno giorno, sotto gli occhi del mondo. Né Washington né Roma hanno espresso condanna ufficiale. È un ulteriore segnale che le parole civili restano vuote dietro il cinismo della realpolitik.
Verdetto senza appello
L’Italia e la Casa Bianca non sono spettatori neutrali della guerra. Con le proprie decisioni politiche e accordi segreti, diventano complici attivi delle atrocità in Gaza. Madrid osa visibilità, coerenza e pressione. Amsterdam impone con fermezza i propri limiti morali. Roma e Washington si annidano nella viltà diplomatico-militare. Questo è il prezzo della complicità occidentale.
✅ Conclusioni
- Spagna e Paesi Bassi dimostrano che esistono alternative: azione umanitaria reale e condanna delle violazioni.
- Italia e USA continuano a finanziare il conflitto mentre professano dubbi. La contraddizione è ormai insostenibile.
- È necessario che l’opinione pubblica europea comprenda con chiarezza chi sta sostenendo la vita — e chi la morte.
