Questo è solo uno dei punti. Uno solo.
Uno dei tanti passaggi dell’articolo del PD sul Piano delle alienazioni e sul Fondo immobiliare che definire imprecisi è un eufemismo.
Tra omissioni, semplificazioni e affermazioni oggettivamente smentite dagli atti, ce ne sarebbero abbastanza per smontare l’intero comunicato riga per riga.
Qui ne prendiamo uno soltanto. Perché basta da solo a mostrare il livello del problema.
Il PD mente. E lo fa per incompetenza, non per distrazione.
Il Partito Democratico di Civitavecchia dichiara che “l’advisor viene pagato solo se la valorizzazione produce un risultato” e che “non c’è alcun onere anticipato”.
È falso.
E non è un’opinione: è smentito da una determina dirigenziale del Comune.
Negli atti ufficiali è scritto chiaramente che l’advisor:
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incassa subito una commissione del 2% sul valore di apporto dei beni,
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la incassa al momento dell’apporto al Fondo,
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prima di qualsiasi valorizzazione,
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indipendentemente dal fatto che quella valorizzazione avvenga o meno.
Altro che “pagato a successo”.
Qui il successo non c’entra nulla: il compenso matura automaticamente, appena i beni escono dal patrimonio comunale ed entrano nel Fondo.
E non finisce lì.
A questo primo compenso se ne aggiunge un secondo, legato ai costi di trasformazione dei progetti.
Quindi non “o questo o quello”.
Questo e quello.
Dire che “non ci sono oneri anticipati” non è una semplificazione:
è una falsificazione della realtà documentale.
Il problema non è solo politico.
È amministrativo.
Perché chi governa – o pretende di spiegare ai cittadini come funziona un fondo immobiliare – ha il dovere minimo di conoscere gli atti.
Qui invece siamo davanti a due possibilità:
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Non li hanno letti → incompetenza grave.
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Li hanno letti e negati → irresponsabilità politica.
In entrambi i casi, il danno è per la città.
Perché se non capisci quando e come partono i costi,
non puoi capire quanto costa davvero il Fondo,
né chi lo paga,
né chi guadagna anche quando il patrimonio pubblico non produce nulla.
Altro che “trasparenza”.
Qui c’è solo una cosa trasparente:
l’inadeguatezza del PD nel maneggiare strumenti finanziari che hanno già prodotto costi certi e immediati sulla pelle del patrimonio pubblico.
I documenti parlano.
Il PD no.
O peggio: parla senza sapere.
