Quando si tratta di affidare incarichi pubblici, la facilità e la velocità dell’affidamento diretto (sotto soglia) possono sembrare una scorciatoia comoda, ma dietro questa apparente semplicità si nascondono rischi concreti di opacità, favoritismi e scarsa concorrenza.
La vera garanzia di legalità e trasparenza si ottiene solo con la consultazione di più operatori economici. Ecco perché interrogare almeno 3-5 professionisti (partecipanti) non è solo una questione di forma, ma il cuore della buona amministrazione.
Prendiamo ad esempio l’incarico della Determina Dirigenziale n.4024 del 04/09/2025.
I lavori per l’importo di 135.000 euro vengono affidati, per scelta discrezionale del Dirigente ai LLPP (Lavori Pubblici), ad IN.CO.SE.T S.r.l. con sede legale in via G. Filangeri n.114 – Cava dei Tirreni – Salerno, tutto a norma e regola di legge.
Consultare più operatori significa:
1) Garantire effettiva concorrenza e valutare offerte diversificate
2) Ridurre il rischio di affidare incarichi “a porte chiuse” a soggetti già noti o “amici”
3) Offrire una reale opportunità di partecipazione a operatori qualificati, selezionati in modo obiettivo
4) Salvaguardare la legalità e la legittimità degli atti amministrativi
Al contrario, l’affidamento diretto al singolo è una scelta discrezionale che può nascondere:
1) Scelte arbitrarie e non trasparenti nell’individuare il contraente
2) Limitazione della concorrenza, con possibile impatto negativo su qualità e costi
3) Maggiori rischi di contestazioni, ricorsi e danno di immagine per l’ente pubblico
La trasparenza vera non si acquista con un click, ma con procedure che garantiscono pluralità, confronto e documentazione.
Senza la “competizione” tra più operatori, vince sempre l’offerta peggiore, perché l’unico partecipante non ha concorrenti, non è confrontabile, non è oggetto di valutazioni comparative. La migliore offerta esiste solo con la competizione tra più operatori.
Per una Pubblica Amministrazione seria e responsabile, la strada maestra resta la consultazione allargata, anche attraverso procedure negoziate snelle, ma corrette e partecipate.
Soprattutto in un momento storico in cui la fiducia nelle istituzioni è sottoposta a severo giudizio, non fare sconti alla trasparenza è non solo un obbligo di legge, ma un dovere civico.
