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L’8 per mille di ENEL
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L’8 per mille di ENEL

13 Aprile 2015 TerzaStrada Approfondimenti 2 comments

Il post che segue è stato oggetto di correzioni inerenti i dati numerici ed è stato integrato con i link alle fonti degli stessi. La versione precedente del post era infatti stata erroneamente messa on line in una versione non definitiva. Ci scusiamo con i lettori dell’accaduto.

TerzaStrada fa dell’onestà intellettuale un valore fondante, per cui, dinanzi all’errore, la rettifica è dovuta. 

“Tutti a prendersela con ENEL… Guardate al porto piuttosto!”

Quante volte lo avete sentito ripetere?

Ebbene: è giunta l’ora di provare ad affrontare con i numeri la domanda: “Inquina più il porto o la centrale ENEL di TVN?”

Non è affatto semplice rispondere a questa domanda. Diversi sono i combustibili e le tecnologie di abbattimento degli inquinanti.

Indubbiamente una parte considerevole del traffico portuale è alimentata con gasolio marino, dal bassissimo contenuto di zolfo (0,1% in volume). D’altra parte la centrale a carbone dispone di desolforatori, deNox ed elettrofiltri, tecnologie non disponibili a bordo di una nave.

Diversa è d’altre parte la continuità con la quale 24 ore al giorno la centrale brucia carbone per 12 mesi all’anno, contro la discontinuità della presenza dei traffici portuali, che concentrano la loro presenza nei mesi della stagione crocieristica. L’inquinamento portuale tende perciò a concentrarsi in circoscritti periodi di tempo, moltiplicando il peso della propria presenza durante i mesi estivi e divenendo quasi marginale durante i mesi invernali.

Come comparare allora il peso ambientale delle due presenze?

Proviamo a partire da un dato: Autorità Portuale ha dovuto stimare il fabbisogno energetico del porto (comprensivo dell’energia spesa durante le operazioni di manovra e di quella spesa in banchina) in previsione della elettrificazione delle banchine.

Tale fabbisogno su base annua è di 125.309 MWh (il dato proviene dal Portale di Informazione e Monitoraggio Ambientale dell’Autorità Portuale).

La centrale di TVN ha una potenza installata di 1980 MW. Tradotto in Mw/h, ogni anno la quantità di energia potenzialmente prodotta dalla centrale risulta di 17.000.000 di MWh. Atteniamoci però al dato dichiarato dal produttore nel PIC dell’AIA 2013 (pagina 40): 14.850.000 MW/h.

La quantità di energia consumata è certamente il principale determinante dell’inquinamento prodotto, risultando direttamente proporzionale al combustibile adoperato. La scelta del combustibile e le tecnologie di trattamento dei fumi possono modulare il peso ambientale, impattando efficacemente sugli ossidi di zolfo ed azoto. Minore è l’efficacia di tali tecnologie sulle emissioni di polveri sottili ed ultrasottili, mentre la stessa efficienza è minima avverso all’emissione di monossido di carbonio.

La centrale ENEL ha quindi un peso energetico oltre 200 volte maggiore rispetto al porto. In altri termini, sommando i due contributi energetici e calcolando il peso percentuale, si ottiene un dato sul quale riflettere e discutere.

Di complessivi 14.975.309 MWh (risultanti dalla somma dei due pesi energetici), il porto conta per lo 0,83%.

In altri termini ancora: la centrale TVN sarebbe capace di produrre energia per almeno un centinaio di grandi porti del Mediterraneo.

Le tecnologie di abbattimento delle emissioni adottate da ENEL sono davvero capaci di ribaltare un tale schiacciante rapporto di forza?

Foto di Gian Marco Timidei  ©

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2 Comments

  1. eno
    13 Aprile 2015 at 23:13

    ai fini degli effetti sulla popolazione non si può non considerare l’altezza delle emissioni, la loro posizione geografica rispetto la città, la densità abitativa delle aree limitrofe.

    1. Fulvio Floccari
      14 Aprile 2015 at 11:06

      Sono tutti aspetti che vanno valutati, così come la stagionalità e la differente composizione degli inquinanti emessi. Si tratta di un confronto di estrema complessità.
      Resta però un fatto inequivocabile: le due “presenze ambientali” hanno dimensioni notevolmente differenti.
      In altri termini, per dimensioni delle emissioni ed areale di ricaduta, se il porto può essere considerato il secondo inquinatore del panorama cittadino (il che non ne sminuisce le responsabilità sulla salute di noi tutti), la centrale è una fonte di inquinanti di scala continentale.

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