Un progetto esecutivo già approvato e validato dal Comune di Civitavecchia (DD n. 2123 del 20 maggio 2024), con tutti i passaggi tecnici regolari e l’affidamento dei lavori alla ditta Schiavi S.r.l., è stato cambiato in corsa con una variante approvata dalla Giunta il 1° agosto 2025.
La motivazione? Secondo gli atti, “problemi di transitabilità per i mezzi pesanti” emersi in fase di picchettamento e la necessità di garantire una “maggiore fluidità veicolare” con una rotatoria circolare al posto di quella oblunga prevista dal progetto originale.
Ma qui nasce il problema:
- un progetto esecutivo validato deve già garantire la funzionalità per tutti i mezzi;
- negli atti pubblici non compaiono analisi tecniche oggettive (rilievi, simulazioni, grafici comparativi) che dimostrino l’impossibilità dell’assetto originario;
- la variante viene definita “non sostanziale”, nonostante modifichi sia la forma che la posizione della rotatoria.
Domande inevase
- Dove sono le analisi tecniche (es. studi di traffico, verifiche di ingombro dei mezzi pesanti) che dimostrano che il progetto originario non fosse adeguato?
- Perché non risulta negli atti prodotti un confronto grafico e numerico “prima/dopo” tra la soluzione oblunga e quella circolare?
- Perché si parla di variante “non sostanziale” quando si cambia sia la forma che la posizione planimetrica dell’opera?
Gli atti ufficiali riportano descrizioni generiche, ma non allegano le prove tecniche necessarie a dimostrare l’impossibilità di realizzare l’esecutivo originario.
Il rischio di un precedente pericoloso
La scelta di approvare una variante in corso d’opera, senza documentazione tecnica convincente e dopo che un progetto esecutivo è stato validato e affidato, rischia di creare un precedente pericoloso:
- il progetto esecutivo perde il suo valore di “garanzia tecnica”;
- si apre la strada a modifiche post-gara che possono alterare condizioni e rapporti contrattuali;
- si indebolisce il principio di trasparenza e responsabilità del progettista e della direzione lavori.
Una chiusura amara
C’è un fatto che emerge chiaramente dagli atti: a febbraio 2025 è lo stesso RUP a coinvolgere il progettista per valutare correttivi alla soluzione originaria. Ma il 18 giugno 2025 è il dirigente Iorio a intervenire formalmente, chiedendo al RUP e al direttore dei lavori di rivalutare la progettazione attraverso una variante in corso d’opera.
Il progettista viene di fatto estromesso, e la nuova rotatoria non è più il frutto di una scelta tecnica indipendente, ma di un atto imposto dagli uffici sotto il comando del dirigente.
Così un progetto esecutivo validato, verificato e già pagato è stato stravolto senza prove tecniche convincenti, aprendo un precedente che mina la credibilità della progettazione pubblica e la fiducia dei cittadini nella corretta gestione dei lavori.
