L’operazione PNRR per il potenziamento dei Centri per l’Impiego a Civitavecchia arriva in Consiglio comunale il 6 novembre 2025 con la Delibera n. 139: autorizzazione all’acquisizione dell’immobile di Viale della Vittoria 6 bis/6 ter, da destinare a nuova sede del CPI, finanziato con fondi della Missione 5 “Inclusione e coesione”.
Sulla carta, un affare: una perizia giurata valuta l’immobile 795.000 euro, la società proprietaria Autosport srl offre di venderlo a 620.000 euro, comprensivi dei lavori di adeguamento. È questa la fotografia consegnata ai consiglieri, ed è su questa immagine – un prezzo apparente di molto inferiore al “valore di mercato” – che viene chiesto loro di votare.
Ma andando a leggere con attenzione gli atti e, soprattutto, le date, il quadro cambia radicalmente.
La richiesta della Regione: serve una perizia indipendente
Con nota prot. 78696 del 29 settembre 2025, la Direzione regionale Istruzione, Formazione e Politiche per l’Occupazione del Lazio non si limita a inserire l’intervento tra quelli PNRR “in essere” e a ribadire scadenze e obblighi.
Tra gli adempimenti richiesti al Comune c’è un passaggio preciso e tutt’altro che marginale:
- una perizia giurata, redatta da un valutatore qualificato, che attesti il valore di mercato dell’immobile da acquistare, la conformità alle normative urbanistiche, edilizie, paesaggistiche e ad eventuali vincoli esistenti, ai sensi degli artt. 17 e 18 del D.P.R. 22/2018.
È esattamente lo strumento pensato per garantire, in un’operazione PNRR, che la valutazione immobiliare su cui si fonda la spesa pubblica sia “autonoma rispetto al soggetto venditore” e coerente con tutte le conformità richieste.
Questa richiesta è del 29/09/2025.
La Delibera di Consiglio è del 06/11/2025.
La Determina per incaricare il perito indipendente è del 13/11/2025.
Già questa sequenza temporale, da sola, pone più di un interrogativo.
Cosa viene raccontato (e cosa no) ai consiglieri il 6 novembre
Nella parte “Dato atto – Considerato che – Preso atto che” della Delibera n. 139, la nota regionale del 29 settembre viene richiamata, ma – stando al testo del deliberato – non viene riproposta la parte più delicata: l’obbligo di perizia giurata da parte di un valutatore qualificato.
Al contrario, ciò che viene enfatizzato nel testo della delibera è:
- che la “perizia giurata dal tecnico valutatore” ha attribuito all’immobile un valore di mercato pari a 795.000 euro;
- che la società venditrice ha proposto un prezzo di vendita di 620.000 euro, comprensivo dei lavori di adeguamento, accorpamento, sicurezza, igiene, soluzioni per la riduzione dei rischi climatici e adeguamento dei bagni disabili.
Letto così, il messaggio implicito è chiaro:
c’è un tecnico valutatore (che il cittadino e il consigliere medio sono portati a immaginare “terzo”), che dice 795.000; il privato chiede 620.000 più lavori; quindi l’ente “risparmia”, compra sotto valore, fa un buon affare.
Manca però un dettaglio fondamentale, che nei verbali di gara c’è e in delibera scompare:
quella è una “perizia giurata di parte”, commissionata e prodotta dal soggetto privato che partecipa all’avviso. È il perito del venditore, non del Comune.
Nel passaggio fra il verbale della commissione e la delibera di Consiglio, la qualifica da “perizia giurata di parte” diventa un neutro “perizia giurata dal tecnico valutatore”, e l’informazione decisiva – che si tratta del tecnico del proponente – si dissolve.
Così il consigliere è posto davanti a una formula apparentemente rassicurante, ma oggettivamente ambigua.
La commissione di gara lo sa che è “di parte” (e infatti ricalcola)
Il verbale della commissione di gara del 28 e 30 maggio 2025, relativo all’aggiudicazione, è molto più esplicito.
Per l’offerta poi risultata vincitrice, al punto 6 di verifica, la commissione annota:
- che si tratta di “perizia giurata di parte” a supporto del valore proposto dal privato;
- che il valore di 795.000 euro è stato determinato allo stato di fatto dell’immobile, senza conteggiare i costi dei lavori necessari all’adeguamento funzionale;
- che la planimetria allegata serve a dimostrare solo il rispetto delle caratteristiche d’uso.
A questo punto, è la stessa commissione a dover mettere una pezza tecnica su quanto allegato dal privato: stima i lavori necessari in circa 300 €/mq, per una cifra di circa 90.000 euro, rideterminando così il valore effettivo di compravendita intorno ai 530.000 euro.
Tradotto:
- la “perizia di parte” dice 795.000;
- la commissione riconosce che quella cifra non tiene conto delle opere;
- sottrae i 90.000 di lavori, e l’“equivalente economico” reale dell’operazione scende a 530.000.
Questa lettura più prudente – che sarebbe fondamentale per i consiglieri – nel testo della delibera sparisce dietro la coppia 795.000 / 620.000, che suggerisce al contrario un “bonus” da 175.000 euro a favore dell’ente.
Il nodo politico-amministrativo: il Consiglio vota prima della perizia richiesta dal PNRR
Qui arriva il punto più delicato.
29/09/2025: la Regione Lazio, con la nota 78696, chiede esplicitamente una perizia giurata, redatta da valutatore qualificato, per valore di mercato e conformità urbanistica/paesaggistica.
06/11/2025: il Consiglio comunale approva l’acquisizione sulla base di una perizia giurata di parte del privato, presentata come “perizia giurata del tecnico valutatore”, senza che nella delibera compaia in modo trasparente la richiesta regionale di una perizia indipendente già pervenuta da oltre un mese.
13/11/2025: con Determinazione Dirigenziale n. 5261, il dirigente ad interim del Servizio 7, ing. Giulio Iorio, affida finalmente l’incarico per la perizia giurata richiesta dalla Regione all’architetto V.M., con consegna entro il 30/11/2025.
Nella determina 5261, quella stessa nota regionale del 29/09/2025 torna — questa volta completa — e si richiama proprio il passaggio sugli obblighi: il Comune deve produrre una perizia giurata di un valutatore qualificato ai sensi del D.P.R. 22/2018.
Risultato:
la perizia indipendente richiesta dalle regole PNRR e dalla Regione viene incaricata solo dopo che il Consiglio ha già votato l’acquisizione, sulla base di una perizia del privato, e senza che l’“obbligo mancante” sia esplicitato nel corpo della delibera consiliare.
Trasparenza, percezione e PNRR: le domande che restano aperte
Nessuno nega che il Comune possa, in astratto, decidere di acquistare un immobile anche prima della perizia definitiva, assumendosi il rischio politico della scelta.
Qui però siamo dentro una procedura PNRR, con regole stringenti su congruità delle spese, controlli e trasparenza, e con una nota regionale che – ben prima del voto – mette nero su bianco l’obbligo di perizia giurata da valutatore qualificato.
In questo contesto, tre elementi appaiono quantomeno criticabili:
1. La selezione “parziale” del contenuto della nota regionale nella delibera consiliare.
Ai consiglieri vengono riportati alcuni obblighi (accordo, comodato, scadenza del 31/12/2025, rischio di restituzione delle somme), ma non quello che riguarda la perizia indipendente. È un’informazione altamente sensibile per la valutazione dell’operazione, e la sua assenza pesa.
2. La trasformazione della “perizia di parte” del privato in una generica “perizia giurata del tecnico valutatore”.
La scelta lessicale non è neutra: omettendo l’espressione “di parte”, si attenua – di fatto – la natura privatistica di quel documento e si rafforza nell’immaginario di chi legge l’idea di un tecnico terzo, quando invece si tratta del perito del proponente.
3. Il timing dell’incarico alla perizia indipendente.
La Regione chiede la perizia il 29/09.
Il Consiglio vota il 06/11 basandosi di fatto sulla perizia del venditore.
Il dirigente affida l’incarico al perito indipendente il 13/11, a delibera già approvata.
Così la perizia che dovrebbe garantire il rispetto delle regole PNRR arriva non a fondamento della decisione politica, ma a valle, quasi a ratifica di un indirizzo già assunto.
Una vicenda che pesa sulla credibilità dell’ente
Al netto delle valutazioni politiche sull’opportunità o meno di acquistare l’immobile di Viale della Vittoria, il punto qui non è la bontà intrinseca dell’operazione, ma il metodo.
- Si chiede al Consiglio di autorizzare un investimento PNRR su un prezzo fondato su una perizia del privato.
- Si presenta quella perizia in modo da farla sembrare, a chi non conosce i dettagli, una valutazione tecnica terza.
- Non si evidenzia che la Regione ha già chiesto una perizia indipendente che, alla data della delibera, non è stata ancora affidata.
È una dinamica che rischia di indebolire la credibilità dell’ente su due fronti: verso i cittadini, che hanno diritto a decisioni leggibili e trasparenti e verso la stessa Regione e la struttura PNRR, che pretendono tracciabilità e congruità delle spese.
Invece di usare la perizia indipendente come bussola preventiva per guidare la decisione, si è preferito chiedere al Consiglio di votare prima, su una rappresentazione incompleta e almeno in parte fuorviante, e solo dopo allineare gli adempimenti formali.
È difficile chiamarla buona amministrazione.
